Recupero componenti elettronici da vecchie apparecchiature.

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Re: Recupero componenti elettronici da vecchie apparecchiatu

Messaggio da Ferrobattuto » 2 set 2012, 22:50

Una dozzina di trasformatori potresti trattarli tutti insieme, con un solo bagno e una sola bollitura.
Sigle cinesi o meno, una ferrite per trasformatore è senz'altro più meneggevole e riavvolgibile di un toroide, visto che è costruita apposta per quello, e per vederne le caratteristiche precise basta accroccare qualche circuito semplice.
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Re: Recupero componenti elettronici da vecchie apparecchiatu

Messaggio da Hal9000 » 3 set 2012, 15:07

Inoltre attenzione che i toroidi gialli o verdi non vanno bene per fare trasformatori alta frequenza in quanto il materiale sotto lo smalto colorato è conduttivo, a occhio sembrerebbe ferro, infatti al tester è conduttivo a differenza della ferrite nera.
Da prove pratiche per realizzare piccoli DC-DC per alimentare gli stadi di pilotaggio dei mosfet ho notato che usando i toroidini di recupero gialli o verdi il consumo a vuoto è elevato invece usando toroidi di ferrite nera o i classici trasformatorini EI il consumo a vuoto è quasi 0 e sale solo in funzione del consumo in uscita, come ci si aspetterebbe.

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Re: Recupero componenti elettronici da vecchie apparecchiatu

Messaggio da Fabio13 » 4 set 2012, 21:46

Hal9000 ha scritto:Inoltre attenzione che i toroidi gialli o verdi non vanno bene per fare trasformatori alta frequenza in quanto il materiale sotto lo smalto colorato è conduttivo, a occhio sembrerebbe ferro, infatti al tester è conduttivo a differenza della ferrite nera.

Esatto, il materiale in genere è un impasto di polvere di ferro.

Hal9000 ha scritto:Da prove pratiche per realizzare piccoli DC-DC per alimentare gli stadi di pilotaggio dei mosfet ho notato che usando i toroidini di recupero gialli o verdi il consumo a vuoto è elevato invece usando toroidi di ferrite nera o i classici trasformatorini EI il consumo a vuoto è quasi 0 e sale solo in funzione del consumo in uscita, come ci si aspetterebbe.

Diciamo che i toroidi in polvere di ferro sono un po' più rognosi da gestire. Hanno tutti una frequenza ottimale alla quale farli lavorare, ad esempio quelli giallo-bianchi sono per i 50kHz, poi sopportano un flusso magnetico inferiore alle ferriti, quindi, se esageri con gli avvolgimenti, saturano e l'induttore inizia a scaldarsi.

Il vero vantaggio dei toroidi "colorati" è che ti permettono di fare induttanze di valore elevato di piccole dimensione e con poche spire, quindi con poche perdite resistive sul filo.

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Re: Recupero componenti elettronici da vecchie apparecchiatu

Messaggio da Ferrobattuto » 16 ott 2012, 15:00

In questi giorni stò trasferendo il mio "laboratorio di pasticciamento elettronico" dalla soffitta ad un altro posto, più comodo e meno freddo in inverno.
Mi sono autocostruito un banco con annesso scaffale (è una parte di quello con le marmellate.... :D ) con avanzi di legname da costruzione, tagliati e piallati, sui quali ho passato un po' d'impregnante per evitare tarli e sporcizia.

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Contemporaneamente allo spostamento, stò selezionando e catalogando il materiale, in modo da "sfoltire" e buttare tanta roba che non mi può più servire a niente, principalmente roba guasta, o avanzi di smontaggio (non i componenti....).
Una prima selezione l'ho fatta con gli elettrolitici, separandoli per tensioni e grossezza, una seconda con gli integrati, separando TTL da CMOS, o quelli per altri usi, una terza selezione è stata quella dei transistor dei vari tipi, ma in questo caso il grosso era stato fatto in precedenza e mi sono limitato a cambiare i contenitori in cui erano conservati, passando dai barattoli di vetro ai contenitori plastici ex vaschette gelato, o ai cassettini di una cassettiera. Poi toccherà ai condensatori, da separare secondo la tensione di lavoro, se non anche alla capacità.
Parte delle "vaschette".

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Dietro ce ne sono altre, alle quali si accede lateralmente.

Un lavoraccio che stò facendo in questi giorni è la selezione e suddivisione delle resistenze...... :barf: Non m'ero mai reso conto di quante resistenze avessi racimolato in tutti questi anni...... Col risultato che ormai è una settimana che suddivido resistenze e finalmente sono riuscito a vedere il fondo del vassoio in cui le avevo rovesciate. :mrgreen: Vabhè, adesso sono suddivise (ma non tutte ancora.....) e stanno nei cassettini, per cui da ora in poi mi basterà allungare la mano e prendere quelle del valore che mi serve, senza rovistare come una gallina che razzola. (woot)

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Separando separando, sono uscite alcune "stranezze", che in parte sapevo, ma in parte no. Questa sotto è una scatola con tutte resistenze, in massima parte al 2%, all'1%, ma anche alcune allo 0,5%. Molti sono "valori usuali", della normale scala di valori delle resistenze commerciali, in massima parte quelle al 2%, mentre altri sono "valori inusuali", ossia roba che è uscita da partitori di tensione o vecchi strumenti di misura guasti. Molte mi sono state regalate da amici che non sapevano che farsene, o forse non ne avevano più bisogno. Di tutte alcune sono nuove, altre di recupero, ma smontate con attenzione.

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Queste sotto invece sono resistenze che a me è venuto spontaneo chiamare "tuttocolore", un po' come certi fumetti :mrgreen: Non hanno fasce color argento o oro, per cui sono di sicuro di precisione, ma hanno cinque o sei fasce di colore differenti, per cui vanno lette seguendo tabelle e criteri differenti da quelle normali commerciali. Alcune le ho nelle tabelle, altre.... Dovrò arrangiarmi. Comunque ho un buon ponte di Weatstone per misurarle. ;)

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Queste sotto invece sono quelle ceramiche e sopra i 3W di potenza. Sotto si intavedono quelle più grandi di potenza maggiore. Ce ne sono fino a 20W di dissipazione.

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Naturalmente sia sui contenitori di plastica che sui cassetti delle cassettiere stò mettendo le etichette, sostituendo anche quelle di carta con quelle di plastica, e questa sotto è la nuovissima etichettatrice DYMO appena acquistata, modello Junior, meno di 8€ di spesa (costano quasi di più le confezioni di nastri.... :barf: ), in barba a chi diceva che non ne esistono più. ;)

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immagino abbiate visto "troneggiare" sul banco il trasformatore da 2KVA per l'inverter riavvolto ultimamente, appena possibile sarà il primo lavoro che farò. Anche se per poterlo fare ho già capito che avrò alcune difficoltà..... Purtroppo i miei tempi sono lunghi, e per dirla con un'espressione simpatica coniata da Dolomitico, "i miei tempi sono Biblici". Ma questo sarà argomento per un'altra discussione.......
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Re: Recupero componenti elettronici da vecchie apparecchiatu

Messaggio da maxlinux2000 » 16 ott 2012, 15:16

che invidia!! :mrgreen:
Cogito, ergo NO SUV !!

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Re: Recupero componenti elettronici da vecchie apparecchiatu

Messaggio da eneo » 16 ott 2012, 16:26

haggio capito dove te sei postato.... :mrgreen: :mrgreen:
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Re: Recupero componenti elettronici da vecchie apparecchiatu

Messaggio da Ferrobattuto » 16 ott 2012, 20:52

offgrid2 ha scritto:che invidia!! :mrgreen:

Ragazzzi, ma questo è il risultato di anni di "accattonaggio" elettronico, mica l'ho fatto con la bacchetta magica...... :mrgreen: (O coi soldi di papà :barf: )
Si, si, lo so che è invidia buona...... :sweet: Ma una "grattatina" magari non guasta...... ;)

@ Eneo: è chiaro che hai capito dove mi sono spostato, tu ci sei tato diverse volte quì. :P
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Re: Recupero componenti elettronici da vecchie apparecchiatu

Messaggio da Fabio13 » 16 ott 2012, 22:16

Ferrobattuto ha scritto:Non hanno fasce color argento o oro, per cui sono di sicuro di precisione, ma hanno cinque o sei fasce di colore differenti, per cui vanno lette seguendo tabelle e criteri differenti da quelle normali commerciali. Alcune le ho nelle tabelle, altre....

Se hai la classica tabella non dovresti aver nessun problema. Semmai in quelle a 6 bande c'è una sesta banda che indica il coefficiente di temperatura e non tutte le tabelle lo riportano (anche perché sono abbastanza rare in apparati commerciali).

PS: Quelle con il corpo nero cilindrico sono resistenze di ottima qualità, dovrebbero essere delle Dale.

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Re: Recupero componenti elettronici da vecchie apparecchiatu

Messaggio da Ferrobattuto » 16 ott 2012, 22:53

Quelle "normali che si trovano in commercio hanno tre fasce di colore più una color argento o oro che ne indicano la tolleranza del 10% o del 5%. Quelle al 2% invece oltre alle tre fasce con colori normali ne hanno una rossa. che nel codice dei colori significa "2". Altre al posto della fascia rossa ne hanno una marrone, che nel solito codice significa "1". Per cui credo che siano all'1%. Comunque verificherò con il ponte di misura, che raggiunge ben altre precisioni....
Ma sono tutte con quattro fasce di colore. Alcune, anche di quelle "normali" hanno una quinta fascia, che indica il coefficiente di temperatura, ma la sesta fascia a cosa serve? Devo controllare nella documentazione che ho, che mi pare che in alcune tabelle si faccia riferimento a fasce di colore aggiuntive e al loro significato. Per ora però le ho accantonate, che a meno di misurarle una per una al momento non posso adoperarle, e poi delle altre ne ho abbastanza. Sicuramente è roba professionale (non posso citarne la fonte.....) con ottime qualità, e nel caso mettessi mano a qualche strumento di misura ne farò sicuramente uso.
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Re: Recupero componenti elettronici da vecchie apparecchiatu

Messaggio da Fabio13 » 17 ott 2012, 21:43

Ferrobattuto ha scritto: Alcune, anche di quelle "normali" hanno una quinta fascia, che indica il coefficiente di temperatura, ma la sesta fascia a cosa serve? Devo controllare nella documentazione che ho, che mi pare che in alcune tabelle si faccia riferimento a fasce di colore aggiuntive e al loro significato.

Cerco di risparmiarti la ricerca. Ci sono resistenze a 4, 5 e 6 bande:
- 4 bande -> 2 bande per il valore, 1 banda per il moltiplicatore, 1banda per la tolleranza
- 5 bande -> 3 bande per il valore, 1 banda per il moltiplicatore, 1banda per la tolleranza
- 6 bande -> 3 bande per il valore, 1 banda per il moltiplicatore, 1banda per la tolleranza, 1 banda per il coefficiente di temperatura
Tutto qui. :)

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Re: Recupero componenti elettronici da vecchie apparecchiatu

Messaggio da Ferrobattuto » 17 ott 2012, 22:04

Bravo!!! :D
Ce le hai le tabelle? Se ce le hai, le metti online? ;)
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Re: Recupero componenti elettronici da vecchie apparecchiatu

Messaggio da Fabio13 » 18 ott 2012, 22:01

Ferrobattuto ha scritto:Ce le hai le tabelle? Se ce le hai, le metti online?

Penso che a questo link: http://www.electronicprestige.it/codicea.htm dovrebbero esserci tutte le informazioni necessarie. :)

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Re: Recupero componenti elettronici da vecchie apparecchiatu

Messaggio da Ferrobattuto » 18 ott 2012, 22:48

O.K. Grazie!
Faccio qualche controllo, poi ti faccio sapere.
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Re: Recupero componenti elettronici da vecchie apparecchiatu

Messaggio da Ferrobattuto » 18 mar 2013, 21:58

Aggiungo qualcosa a questa discussione, ovviamente per non aprirne un'altra, visto che si tratta dello stesso argomento.

Fin quì si parlava di recupero componenti elettronici da apparecchiature obsolete o schede industriali. Invece ultimamente, visto che stò "sgombrando" la soffitta in vista di futuri lavori al tetto, stò approfittando per "svecchiare" e buttare un sacco di roba. Tra questi anche numerosi vecchi monitor (fin'ora sono 11....) a cui seguiranno anche i rispettivi computer, a meno di poterne riutilizzare qualcuno per semplici impieghi, visto che consumano meno di un quarto di quelli attuali.

Il primo monitor è di marca sconosciuta: "Targa".... O forse non la conosco io, comunque è molto simile internamente ad un monitor Compaq smontato subito dopo.

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Si comincia svitando le viti che chiudono il contenitore.... :D (Ovviamente)

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L'interno.

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In genere la prima cosa che si toglie, sfilando un sacco di faston e scollegando molti fili dagli innesti sulla scheda primaria, è lo stampato con lo zoccolo del tubo catodico, che contiene il circuito di comando dei colori e degli elettrodi interni.

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In genere su questi stampati ci sono componenti per alta tensione, come i transistor che comandano le griglie interne del tubo, che sopportano qualche centinaio di volt ed hanno delle frequenze di taglio molto alte, dalle decine di MHz al GHz in qualche caso. Poi condensatori con tensioni elevate (qualche KV) e resistenze "antifiamma".

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Sulla scheda principale ci sono ugualmente un sacco di buone cose, tra cui i transistor finali di riga, per tensioni elevate (anche sopra al KV) e correnti sostenute, sono per commutazione, per cui spesso hanno anche frequenze di taglio piuttosto alte. Molti sono ottimi per inverter e convertitori, anche se adesso si preferiscono i mosfet.

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Qualcuno a caso:

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Intorno al tubo catodico, subito dietro lo schermo, c'è avvolta la "bobina di smagnetizzazione", percorsa al momento dell'accensione da corrente alternata di valore rapidamente decrescente. Serve a smagnetizzare le "maschere" interne del tubo, altrimenti si formerebbero delle macchie o degli aloni di colore.
E' composta da molte spire (intorno al centinaio.....) di filo smaltato per trasformatori, di solito piuttosto sottile. Le spire sono lunghe, per cui il filo è lungo sempre più di 100m e a volte molto di più.

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Eccone alcune appena sfilate.

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Il filo scoperto.

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Una modesta parte di quelle recuperate fin'ora..... :mrgreen:

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Di solito le svolgo e riavvolgo il filo su qualche rocchetto di recupero, scrivendoci sopra le caratteristiche del filo, la corrente che può passarci e approssimativamente la potenza a 230V.

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Queste bobine stanno anche nei vecchi TV color a tubo catodico, ma negli ultimi anni il filo di rame è stato sostituito con filo di alluminio, e per i trasformatori non è adatto.... Tra le altre cose NON si salda a stagno.

Parte del materiale recuperato con semplice smontaggio meccanico.

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Come avrete visto nelle prime foto, nei monitor abbondano i toroidi e i tubi di ferrite per il blocco dei disturbi di origine impulsiva causati dalle commutazioni interne. Sono Ferriti ad alta permeabilità per basse frequenze, ma trovandone le caratteristiche (in rete) nessuno vieta di poterli usare per altri scopi. ;)
Manopole, tubetti isolanti, potenziometri e interruttori, un barattolo di viti, molle e fascette.

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Due parole sulle fascette: tagliandole dalla parte della "coda" si possono riutilizzare, anche se ovviamente diventano più corte....
La "coda" è la parte che si infila nella "testa" per serrarle. Se si tenta di aprirle forzandole si rovinano o si rompono, mentre se si taglia la linguetta subito fuori del foro in cui si infila, la parte rimanente si può riutilizzare.

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E poi ovviamente c'è tutto il "solito" materiale da dissaldare con la pistola ad aria calda dai vari circuiti stampati.

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Negli ultimi tipi di TV con tubo, di solito ci sono ben pochi componenti che si possono riutilizzare, in quanto si fa grande uso di circuiti integrati "dedicati", invece nei monitor per computer si sono usati molti più componenti discreti.
I primi tempi che recuperavo componenti in questo modo mettevo da parte quasi tutto, ormai invece, dato che ho già molta roba accumulata, butto un sacco di roba..... Ovviamente, altrimenti prima o poi la roba accumulata "ti caccia di casa"..... :mrgreen:
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Re: Recupero componenti elettronici da vecchie apparecchiatu

Messaggio da Bridge » 20 mar 2013, 14:21

Grande miniera di componenti pregiati!!.-

Consapevole che non si può fare altrimenti, ...la domanda è questa:

Non ti viene un magone grande grande ogni volta che disassembli un monitor o altro ........perfettamente funzionante ed enormemente più performante dei prodotti odierni?.-

E' una riflessione che a me appare spontaneamente ogni volta che vado a ""ravanare"" qualche componente.-
Immagina la difficoltà progettuale e realizzativa di un monitor con tubo a raggi catodici per arrivare a quelle risoluzioni e soprattutto con una ""dinamica"" irrangiungibile oggidì, ....sempre secondo me.-
Questa è una delle ragioni dell'affollamento nel telaio...........
Qui nel mio "posto di combattimento" ho un TVC da 14" CGE (alis Telefunken) (8CH e anno1977) su cui ho inserito un decoder digitale previa interposizione di un modulatorino PAL fatto in fretta e furia.- A quei tempi la SCART non esisteva.-
Ha fatto il suo lavoro sempre con fedeltà e senza mai uno starnuto!.-
NON HO AVUTO IL CORAGGIO DI ....BUTTARLO.-
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Re: Recupero componenti elettronici da vecchie apparecchiatu

Messaggio da Ferrobattuto » 20 mar 2013, 21:42

Bridge ha scritto:.....Consapevole che non si può fare altrimenti......

Ti sei risposto da solo....
Anche io ho "ammucchiato" fino a che non mi hanno letteralmente cacciato fuori. :mrgreen: Ma non posso conservare "tutto", non mi basterebbe un hangar invece di una casa. E poi che me ne farei di 10 o 11 monitor? Una decina di computer di varie epoche tra il '90 e qualche anno fa? Una trentina di alimentatori AT e ATX, o di vecchi 8086? Cumuli di schede industriali inutilizzabili tali e quali?
Poi c'è da puntualizzare una cosa: molto di quello che ho accumulato in soffitta mi era stato passato da altri, che facevano lo stesso nostro ragionamento, cioè che non avevano il coraggio di "buttare". Per cui sono per la maggior parte cose a cui non sono affezionato. Infatti il mio primo 386, con tanto di monitor VGA 14" non credo che lo butterò, purché possa trovargli un angolino in cui infilarlo. Anche il primo portatilino 486 con monitor B&W (che faceva dolere gli occhi....) penso che lo terrò, sopra o sotto il 386. :mrgreen: (Vicino al TS520 (:) ) Come conserverò un paio di vecchi baracchini CB pieni di "verdi" ricordi.
Valido il tuo ragionamento sulla qualità di certe apparecchiature del passato, ma il "magone" viene limitato dal fatto che la maggior parte dei componenti di pregio li metto da parte in vista di futuri riutilizzi, per cui non è che "muoiono" completamente.....
Purtroppo lo spazio è tiranno, come il tempo, altra componente del nostro universo materiale. :: )

E in ultimo, non vorrei fare la fine di un mio amico, di qualche anno più grande di me, grande appassionato di elettronica e radiotecnica, che ha accumulato radio d'epoca e vecchi apparati militari della II°GM, libri, componenti d'epoca e non, riviste del settore, strumenti di misura un po' di tutti i tipi e di molte epoche differenti........ Il tutto funzionante e non, anche per "recupero parti di ricambio". A suo tempo si costruì una grossa rimessa di 6m x 12m, altezza normale di 3m. Man mano che la riempiva aggiungeva scaffali, prima sulle pareti, poi anche in mezzo di traverso, lasciando solo lo spazio per passare, più un angolo con piano di lavoro, poi ha aggiunto ripiani "sospesi" agli scaffali, e infine ingombrando anche i passaggi, in modo che attualmente c'è appena lo spazio per i piedi, badando a dove si batte la testa, e in qualche caso si deve anche "scavalcare" roba posata in mezzo.......
Morale della favola: 250mq di.... Ciarpame? Eh si, perché molta di quella roba ormai è ridotta male.... Piena di povere e di ruggine.... A volte parzialmente smontata per riparazione e poi lasciata a metà per mancanza di qualche parte introvabile.
Immagino che tutte quelle apparecchiature, se avesero un'anima, sarebbero ben felici di finire finalmente i loro giorni, invece che subire quella sorta di "accanimento terapeudico".
Più volte gli ho chiesto perché seguita ad accumulare roba così, e che fine pensa che possa fare.
Mi ha risposto letteralmente così: "Finché ci sarò io può stare tranquillamente quì, dove non da fastidio a nessuno, quando non ci sarò più..... Chi rimane farà come crede."
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