ripristino batterie tipo omino nepal

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eugenio61
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ripristino batterie tipo omino nepal

Messaggio da eugenio61 » 26 gen 2013, 12:36

salve ragazzi,oggi è venuto a trovarmi un amico, poco sano di mente come noi. avendo visto il filmato dell'omino del nepal che ricostruiva le batterie , mi ha fatto una proposta niente male: aprire una batteria vecchia recuperare le piastre negative ( sono quelle sempre meno danneggiate)e intercalare fra di esse delle piastre lisce di 2 mm, ricompattare il pacco batterie e ciclarle. Secondo voi la cosa sarebbe possibile? di quanto ampere potremmo tirarci fuori da una vecchia batteria da 200 Ah?Con questo metodo diventerebbero delle piccole plantè con possibilità di scariche a zero.tutto questo con un minimo di spesa e semplice fattibilità.

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maxlinux2000
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Re: ripristino batterie tipo omino nepal

Messaggio da maxlinux2000 » 26 gen 2013, 12:50

Ferro lo ha già fatto tempo fa... e gli funzionava bene.
Credo peró ricordare che avesse dei problemi con la fragilità dei collettori... si staccavano le piastre.
CMQ sentiamo cosa dice lui, che magari ricordo male
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eugenio61
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Re: ripristino batterie tipo omino nepal

Messaggio da eugenio61 » 26 gen 2013, 14:50

salve offgrid2, se il problema e solo per le saldature dei collettori, allora non è un problema. Perchè ho capito come è la procedura saldatura piombo con piombo.La cosa mi alletta molto, anche perchè con questo sistema la batteria si può scaricare a zero come le plantè.

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maxlinux2000
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Re: ripristino batterie tipo omino nepal

Messaggio da maxlinux2000 » 26 gen 2013, 15:18

È vero, tu hai già provato a fare dei collettori nuovi.

allora a questo punto potresti convertire le batterie da 12V in batterie da 2V in modo da non dover saldare tra di loro i 6 collettori.... ne fai uno nuovo più grande ed elimini i separatori delle vaschette.
Potresti anche mettere le piastre più distanziate in modo da limitare al minimo il pericolo di cortocircuiti.

Ferro aveva usato el piastre negative di recupero per alternarle e farl diventare metà positive. Praticamente di 2 batterie ne faceva una.

Se vuoi mettere invece una piastradi piombo piana, la capacità cala parecchio, ma aumenta enormemente la durata.
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eugenio61
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Re: ripristino batterie tipo omino nepal

Messaggio da eugenio61 » 26 gen 2013, 15:34

infatti l'idea del mio amico e anche mia è: di fare delle piastre di piombo piane per le positive , così dureranno più a lungo , per la riduzione di amperaggio non è un problema , ne faremo tante.

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Marko
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Re: ripristino batterie tipo omino nepal

Messaggio da Marko » 26 gen 2013, 19:08

E mi raccomando, fate anche tante foto da postare, con eventuali commenti e spiegazioni, perchè potrebbe sempre interessare a qualcuno di noi profanissimi, e vogliosi di sperimentare. :woot: :woot:

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Ferrobattuto
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Re: ripristino batterie tipo omino nepal

Messaggio da Ferrobattuto » 27 gen 2013, 10:54

Si, diverso tempo fa feci una prova, con la vecchia batteria guasta da 150Ah del mio trattore. Prima che Hal9000 mi regalasse il prototipo del suo desolfatatore, con cui mantenere efficienti le batterie, mi capitava spesso di doverla cambiare.
Scocciato dell'ennesima spesa "periodica", ne aprii una, la svuotai e ne segai via due elementi per fare una prova.

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Ovviamente tutte le piastre positive erano in briciole, perciò separai le negative, ancora abbastanza integre, scelsi le migliori e le reinserii le une tra le altre.

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Un lavoraccio... Non per altro, ma perché sono sottili (troppo) e molto fragili, e bisogna usare tutte le precauzioni possibili per non farle sbriciolare.

Immagine

Nelle batterie commerciali di solito sono "imbustate" nei separatri a bustina solo le negative, le positive sono libere di sbriciolarsi e cadere sul fondo, mettendo tutto in corto.... :devil: Comunque tolsi le bustine su una serie di negative e le rinfilai tra le altre. Rimesso il tutto con delicatezza e attenzione nel contenitore si presentavano così:

Immagine

Decisi di collegarle in parallelo, come un elemento singolo da 300Ah

Immagine

Naturalmente era solo un tentativo di prova, per cui non valeva la pena di stare lì a rifare un coperchio, ecc ecc....
Non avendo un caricabatterie a 2V e dovendolo caricare con un caricabatteria a 12V, usai una matassa di filo da impianti come resistenza in serie. Era abbastanza grande da dissipare il calore, anche se, ahimè, poi non è più stata la stessa..... :( Il filo al certro della matassa si era rammollito e scurito, anche se ancora buono e isolato non ho potuto più usarlo come filo da impianti a 220V ma solo per usi generici in bassa tensione. :: )

Immagine

Dopo diverse cariche e scariche a corrente contenuta, per ritrasformare il materiale negativo su metà delle piastre in materiale positivo, con correnti C/20, in effetti alla fine avevano recuperato quasi tutti i "fatidici" 300Ah originali.
L'amperometro del caricabatterie durante una delle cariche.

Immagine

Conclusioni (personali, ovviamente.....):
Il lavoro è fattibilissimo. Pur con molta attenzione e delicatezza durante l'operazione. Con due batterie vecchie uguali se ne può ricavare una buona, quasi come nuova. Trasformando durante il lavoro una batteria recuperata così in un singolo elemento a 2V, si ottengono elementi di grande capacità. Per la precisione sei volte maggiore. Avendo ad esempio due batterie da 50Ah da cui recuperare le piastre negative, si ottinene un elemento da 50x6=300Ah. Nel mio caso, se avessi avuto due batterie da 150Ah da recuperare in quel modo, avrei ottenuto un elemento 2V da 900Ah.
C'è da fare una ulteriore considerazione: tutte le piastre commerciali sono della stessa misura. Infatti, se notate bene le dimensioni delle batterie auto, vi accorgerete che le misure esterne variano, per le batterie di piccola capacità (in genere fino a 100 o 110Ah) solo in lunghezza, ma la larghezza è sempre uguale. Questo perché per aumentare la capacità aumentano il numero delle piastre in contenitori più lunghi, che però sono larghe e alte sempre uguali. Mentre nelle batterie da camion o da bus, sopra i 100Ah, variano solo in larghezza, in quanto gli elementi singoli interni sono disposti "appaiati" e per lungo, invece che trasversali come nelle altre. In questo modo in fabbrica possono ottenere batterie di qualsiasi capacità con piastre singole delle stesse dimensioni, cambiando soltato il tipo di contenitore.

A questo punto viene da pensare che avendo una quantità di batterie di dimensioni e capacità differenti si potrebbero assemblare elementi di qualsiasi capacità, smontando le batterie ed usandone le piastre negative per riassemlarle.
E questo è vero, ma non sono tutte rose e fiori: si tratterà sempre di piastre commerciali per auto, sottilissime, fragilissime, facilmente corrodibili in tempi abbastanza brevi e perciò di durata "effimera" per uso stazionario. E in ultimo, stiamo parlando sempre e comunque di piastre con separatori a bustina, sottolissimi, spessi pochi centesimi di millimetro, facilissimi da forare dal primo cristallo si solfato che si formi, o comunque facili a formare quei "ponti" di sedimenti che mettono così facilmente in corto quel tipo di batterie lì. Si dovrebbe trovare il sistema di sostituirli con qualche altro tipo di separatori più spessi e meno fragili.

Una ultima considerazione: volendo usare quel sistema rimettendo piastre positive in lamiera di piombo, non si può usare della lamiera di piombo di spessore maggiore delle piastre originali, in quanto la distanza delle saldature sui ponticelli prevista in fabbrica non lo consentirebbe, a meno di fare grosse modifiche o togliere molte delle piastre negative saldate.
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Re: ripristino batterie tipo omino nepal

Messaggio da eugenio61 » 29 gen 2013, 9:28

Salve ragazzi, ho smontato una batteria da 200 Ah che era gonfia da tutte le sue parti, per tirare fuori gli elementi è stato una odissea, naturalmente le positive erano tutte sbriciolate, le negative erano dentro dei separatori a sacchetto, concludento è un lavoraccio e credo che non ne valga la pena, lascio la patata bollente al mio amico mario, è stato lui che mi ha messo la pulce in testa , io al momento ho altre cose da fare.

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Re: ripristino batterie tipo omino nepal

Messaggio da Ferrobattuto » 7 apr 2019, 0:24

A distanza di cinque anni riprendo questa discussione per un piccolo chiarimento e un paio di aggiunte.
L'omino del nepal a cui si allude nel primo post è in questi due filmati su Youtube:
https://www.youtube.com/watch?v=MOTFBDLziHI
https://www.youtube.com/watch?v=XSn0UuuHD_A
Due filmati me li sono anche scaricati dalla rete perché a mio parere meritano attenzione, sia per l'inventiva che per la manualità dimostrate, nonostante siano datati 2010 penso che siano tutt'ora attualissimi.
A questi due aggiungo un filmato che ho scoperto ultimamente:
https://www.youtube.com/watch?v=N0eE_5GZZiE
È datato dicembre 2018, perciò attuale più che mai.
Nonostante i metodi e la mancanza di precauzioni personali siano discutibilissimi, dimostrano comunque che buona volontà e inventiva in caso di mancanza di mezzi facciano miracoli.
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Re: ripristino batterie tipo omino nepal

Messaggio da Hal9000 » 9 apr 2019, 8:02

Si tra polveri di piombo e diossina di plastica fusa non saprei quanto possa essere salutare quel tipo di lavoro però è ammirevole l'inventiva, ottima l'idea di usare plastica di riciclo come fosse colla a caldo dentro quella pistola a stantufo ricaldata a fuoco, una buona idea che magari ruberò per sigillare elementi alcalini da riparare perchè se per quelli ad acido non è necessario sigillare per quelli con idrossido di potassio è necessario sigillare bene il coperchio per evitare la carbonatazione da parte dell'aria.

Peccato che con tutta quella manualità non aggiungano un pizzico di idea innovativa per esempio fare piastre e separatori in un altro modo e fare delle batterie che durino più a lungo visto che ci mettono già mano smontandole completamente.
Visto che usano solo le negative mi domando che fine facciano fare a tutti gli ossidi delle positive, speriamo non li gettino via in giro nell'ambiente dove magari vanno a giocare i bambini.

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Re: ripristino batterie tipo omino nepal

Messaggio da Ferrobattuto » 9 apr 2019, 13:15

Per le positive me l'ero chiesto pure io. Bisognerebbe insegnargli il metodo col carbone, ma magari lo conoscono già, anche se non ne hanno fatto filmati.
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