Batteria auto, che modalità di carica?

Moderatori: Ferrobattuto, Dolomitico

Rispondi
Avatar utente
PierGSi
Messaggi: 77
Iscritto il: 7 mar 2018, 7:58

Batteria auto, che modalità di carica?

Messaggio da PierGSi » 22 mar 2019, 15:08

Buongiorno,

mi trovo a dover ciclare, sulla mia mini isola, una batt auto 12V 80Ah di recupero. Appare internamente in ottimo stato, anche se visibilmente solfatata. Dopo 3h di absorb a 15.7V e 10 min di boost a 16.2V, ottengo densità dell'elettrolita tra 1200 g/l e 1240 g/l, involucro freddo ed all'interno delle formazioni biancastre. Suppongo sia solfatata, anche in ragione del fatto che la tensione con 5/8 A scende di svariati decimi. Procedo in questo modo?
Quando termino la scarica leggermente al di sotto dei 12V, sconnettendo il carico (5/7A, dipende), la tensione risale a 12.1 / 12.3V...troppo stressante? ^_^
Ciao,
Pier.
www.piergm.com

Avatar utente
Ferrobattuto
Moderatore
Messaggi: 7535
Iscritto il: 23 mar 2011, 13:56
Località: Basso Lazio.

Re: Batteria auto, che modalità di carica?

Messaggio da Ferrobattuto » 22 mar 2019, 19:35

Ti consiglierei di tenerla sotto fino ai 16,2V, ma con corrente molto molto bassa. Intendo ad esempio 1A o anche meno, ma per molte molte ore. In questo modo l'ossigeno che si sviluppa durante l'elettrolisi riassorbe tutto il solfato trasformandolo di nuovo in acido. Però l'elettrolisi è leggera, anche se costante, e non disgrega le piastre. Questo ovviamente se la batteria è integra, come dici tu. Alla fine del trattamento, che per rigenerarla completamente può doversi ripetere più volte, la densità dovrebbe arrivare ai canonici 1280 g/l in tutti gli elementi, se naturalmente l'elettrolita non è mai stato "manomesso" o sostituito, ossia che sia quello originale a cui sia solo stata aggiunta acqua secondo necessità.
Purtroppo ci vuole tempo...... E un caricabatterie che non sia "automatico", ma si possa regolare abbastanza finemente in modo manuale.
Per verificare la capacità residua puoi applicare un carico leggero, nel tuo caso con 80Ah basta anche una lampadina da faro auto, e portare la tensione ai 10,5V. Moltiplicando la corrente media assorbita dalla lampadina (mediamente 5A, visto che di solito sono da 60W) per le ore intercorse tra l'inserimento del carico (appena staccato il caricabatterie) e la tensione minima di fine scarica (i 10,5V) ti da la capacità totale della batteria. In teoria nel tuo caso prima di arrivare ai 10,5V (mi raccomando non di meno, e poi ricaricarla subito) il risultato dovrebbe essere: 80Ah : 5A = 16 ore. Nel caso le ore fossero di meno basta moltiplicare i 5A medi ("medi" perché in pratica la corrente varia un po' col variare della tensione di scarica, ma la media rimane comunque quella) per il tempo impiegato a raggiungere la tensione minima e si ha la capacità residua.
Spero di essermi spiegato bene, altrimenti possiamo riparlarne.
Inviato manualmente dal mio vecchio e sgangherato, ma fedele computer


Buone realizzazioni a tutti!
Ferrobattuto

Avatar utente
the.joker
Messaggi: 16
Iscritto il: 30 gen 2019, 20:37

Re: Batteria auto, che modalità di carica?

Messaggio da the.joker » 22 mar 2019, 21:29

Mi inserisco per porre una domanda anch'io. Che rendimento reale ha una batteria di questo tipo? Chiedo questo perchè ho una batteria da 100Ah che ho testato appunto con una lampadina da auto, ma se non ricordo male la potenza erogata non superava i 70 Ah.
Eppure osservando gli elementi erano tutti grigio scuro, senza tracce di solfatazione, sebbene quando l'ho recuperata era completamente scarica e abbandonata a sè stessa da parecchio tempo.

Avatar utente
PierGSi
Messaggi: 77
Iscritto il: 7 mar 2018, 7:58

Re: Batteria auto, che modalità di carica?

Messaggio da PierGSi » 22 mar 2019, 21:33

Ferrobattuto ha scritto:
22 mar 2019, 19:35
Ti consiglierei di tenerla sotto fino ai 16,2V, ma con corrente molto molto bassa. Intendo ad esempio 1A o anche meno, ma per molte molte ore. In questo modo l'ossigeno che si sviluppa durante l'elettrolisi riassorbe tutto il solfato trasformandolo di nuovo in acido. Però l'elettrolisi è leggera, anche se costante, e non disgrega le piastre. Questo ovviamente se la batteria è integra, come dici tu. Alla fine del trattamento, che per rigenerarla completamente può doversi ripetere più volte, la densità dovrebbe arrivare ai canonici 1280 g/l in tutti gli elementi, se naturalmente l'elettrolita non è mai stato "manomesso" o sostituito, ossia che sia quello originale a cui sia solo stata aggiunta acqua secondo necessità.
Secondo me è "a posto" : le piastre appaiono biancastre ma integre, il liquido rimane cristallino anche quando si presenta l'ebollizione. A detta dell'amico meccanico che me l'ha tenuta da parte questa batteria non riusciva più ad avviare il motore, anche se il tester BOSCH elettronico ha sentenziato "good" ( vabbè, sorvoliamo... :P :ph34r: ).

Cmq credo di aver capito quel che intendi, però c'è un problema di fondo : il caricatore solare non dispone di limitazione di corrente in quanto ancora senza shunt batteria e relativo algoritmo di controllo. Quindi, se imposto 16.2V float, fintantochè non questa tensione non viene raggiunta, lui eroga la massima corrente possibile cercando il punto di massima efficienza dei pannelli. Ma lo fa anche l'alternatore auto, in fin dei conti, seppur ad un valore di tensione inferiore.

Con i vari assorbimenti, step down che caricano delle Li Ion, altre piombo in parallelo, ecc alla batteria ne entreranno max 10/15. Potrei mettere tensione absorb a 15.5V e float a 16.2V per stare in qst condizioni indicativamente da mezzogiorno al tramonto, ma float > absorb è una condizione atipica che nn ho mai considerato. Devo pertanto sincerarmi che non accada qualcosa di imprevisto. :ph34r:
Mi inserisco per porre una domanda anch'io. Che rendimento reale ha una batteria di questo tipo? Chiedo questo perchè ho una batteria da 100Ah che ho testato appunto con una lampadina da auto, ma se non ricordo male la potenza erogata non superava i 70 Ah.
Eppure osservando gli elementi erano tutti grigio scuro, senza tracce di solfatazione, sebbene quando l'ho recuperata era completamente scarica e abbandonata a sè stessa da parecchio tempo.
Magari la mia avesse o riuscisse a recuperare il 70% di capacità, in verità nn ho misurato ma nutro alcuni dubbi in merito :lol:
Ciao,
Pier.
www.piergm.com

Avatar utente
Ferrobattuto
Moderatore
Messaggi: 7535
Iscritto il: 23 mar 2011, 13:56
Località: Basso Lazio.

Re: Batteria auto, che modalità di carica?

Messaggio da Ferrobattuto » 23 mar 2019, 13:09

Una cosa che ripeto sempre e NON mi stancherò MAI di ripetere è che "recuperare una batteria solfatata è un'operazione straordinaria".
NON È una ricarica "ordinaria", e perciò NON È fattibile con caricabatterie automatici, che siano solari o meno.
Dopo tutto un caricabatterie solare, MPPT o PWM che sia, non è altro che un caricabatterie automatico, perché se in entrata invece dei pannelli solari mettiamo un trasformatore adatto con un raddrizzatore vulgaris, funziona ugualmente come un caricabatterie automatico.
Mi scuso per le maiuscole, che normalmente corrispondono a parole gridate, ma rimango stupito dal fatto che i normali caricabatterie manuali sembrano completamente scomparsi dalla circolazione...... Ho capito che un "automatico" è più comodo, che è una scocciatura controllare man mano la corrente e la tensione, che non si ha tempo da perdere, ma per chi si accinge all'uso di accumulatori al piombo, di varia provenienza, con vari stadi di usura e di età, è un attrezzo praticamente indispensabile. Poi ricordiamoci che se "l'occhio del padrone ingrassa il cavallo", ugualmente dedicare un po' di attenzioni alle nostre batteria, "fa le batterie felici". :D
Recuperare una batteria solfatata è un'operazione delicata, che va effettuata rispettando determinati parametri. Il solfato cristallizzato va fatto risciogliere pian piano, non si può sbattere dentro corrente "a casaccio" fino al raggiungimento della tensione stabilita, perché lo strato cristallizzato può non essere omogeneo, per cui possono desolfatarsi più velocemente "chiazze", zone, di solfato meno spesso, che raggiungono così subito la tensione desiderata, e il "marchingegno automatico" passa alla fase successiva secondo la programmazione canonica.
Come pure non è fattibile recuperare una batteria solfatata tenendola sotto carica in parallelo ad altre già funzionanti. Va prima desolfatata singolarmente, poi messa in parallelo alle altre.
Mi scuso di nuovo per il tono che può sembrare perentorio e cattedratico, lungi da me l'idea di criticare chicchessia, ma queste cose sono già scritte un po' dappertutto in giro per il forum......

Una batteria solfatata, anche pesantemente, ma che non abbia rotture meccaniche interne, ne delle piastre ne dei separatori, se desolfatata correttamente può arrivare a recuperare anche quasi totalmente la capacità originale.
A me sono capitate batterie quasi nuove ma fermate da un anno all'altro, che desolfatate appropriatamente hanno recuperato benissimo.
Si può usare un piccolo caricabatterie semplice ed economico mettendo in parallelo un desolfatatore ad impulsi, anche se in questo caso il lavoro può risultare lungo, a volte anche settimane. Oppure si può usare un caricabatterie regolabile manualmente ed effettuare alcuni cicli di carica e scarica a correnti basse controllando le tensioni con un tester.

Penso di aver risposto anche a The.joker
Inviato manualmente dal mio vecchio e sgangherato, ma fedele computer


Buone realizzazioni a tutti!
Ferrobattuto

Avatar utente
PierGSi
Messaggi: 77
Iscritto il: 7 mar 2018, 7:58

Re: Batteria auto, che modalità di carica?

Messaggio da PierGSi » 24 mar 2019, 11:32

Credo di aver capito, avendo letto altri thread in merito alla desolfatazione condivido su tutto. Non avendo modo di trattarla singolarmente ed in linea di principio, ipotizzando una pb calcio non solfatata, trovate corretto tenerla in absorb a 15.7 @ 20°C applicando una compensazione, per una 12V monoblocco, di -200mV ogni 10°C di temperatura oltre i 20°C?
Ciao,
Pier.
www.piergm.com

Avatar utente
Alain
Messaggi: 314
Iscritto il: 16 set 2015, 8:47
Località: prov. di MN

Re: Batteria auto, che modalità di carica?

Messaggio da Alain » 24 mar 2019, 12:29

Io per elementi acido libero ho trovato riferimenti che parlano di 2,5 - 3 mV per cella per ogni grado di variazione, che per 6 celle e 10° equivalgono a 150 - 180 mV.
Poi per ogni tipo di accumulatore e per ogni costruttore possono essere indicati parametri leggermente diversi ma direi che in linea di massima con i tuoi ci siamo.

Avatar utente
Ferrobattuto
Moderatore
Messaggi: 7535
Iscritto il: 23 mar 2011, 13:56
Località: Basso Lazio.

Re: Batteria auto, che modalità di carica?

Messaggio da Ferrobattuto » 24 mar 2019, 15:27

Più o meno dovrebbe andare. Poi vedi un po' se ciclandola migliora......
Inviato manualmente dal mio vecchio e sgangherato, ma fedele computer


Buone realizzazioni a tutti!
Ferrobattuto

Avatar utente
unimatrixzero
Moderatore
Messaggi: 601
Iscritto il: 21 set 2017, 22:04

Re: Batteria auto, che modalità di carica?

Messaggio da unimatrixzero » 8 apr 2019, 2:17

dico la mia.. qua cerchiamo di essere razionali, si sta parlando di una batteria da auto.. morale costo pari al nulla ..rumenta... e considerando cosa avrà già prodotto nei propri tempi vitali tradotto in avviamenti ecc embeh...sarà già stra da buttare !! se invece vogliamo discutere di AGM , GEL o altro.. allora ci sta la fattibilità di tutto questo trattamento.. anche se comunque.. ripeto se vi servono batterie AGM piuttosto di vedervi morire ve le giro io usate (ma perfette) a prezzo di costo (che è 1/5 di cosa le trovate in offerta sul web)
Riposa in pace Bob Harte .

Rispondi

Torna a “Batterie & elettricità”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 12 ospiti